TOUR E ITINERARI TURISTICI
NELLA TUSCIA, PROVINCIA DI VITERBO



CAPRAROLA, PALAZZO FARNESE
Agli inizi del Cinquecento il cardinale Alessandro Farnese si innamora del piccolo borgo di
Caprarola, lungo la strada che conduce a Roma e lo acquista per edificarvi quella che, nelle sue intenzioni, doveva essere una roccaforte militare a difesa del vasto dominio della famiglia, il ducato di Castro. Il progetto viene affidato al celebre architetto militare e di fiducia di famiglia, Antonio da Sangallo il Giovane, che diede alla fortezza un impianto pentagonale, circondato da un profondo fossato. Ma i lavori si interrompono nel 1534, anno in cui il cardinale sale al soglio pontificio col nome di Paolo III, papa della prima grande riforma della chiesa: il Concilio di Trento. Circa trent’anni dopo sarà suo nipote, il cardinale Alessandro Farnese junior, a proseguire i lavori iniziati da suo nonno e poi interrotti, affidando questa volta il compito all’architetto Jacopo Barozzi detto il Vignola il quale, sulla base pentagonale già realizzata dal Sangallo, edificherà la maestosa residenza tra le più belle d’Italia. Il cardinale Alessandro morirà a Roma nel 1589 e i lavori al Palazzo verranno portati a termine dal proponipote il cardinale Odoardo, che completerà i giardini, munisce di un convento la chiesa di S. Maria della Consolazione e costruisce la chiesa di Santa Teresa con l’annesso convento dei Carmelitani. Agli inizi del Seicento l’ascesa dei Farnese volge al declino, a causa dei debiti accumulati, per lo sfarzo dello stile di vita e per l’incapacità degli eredi di amministrare il ricco patrimonio. Nel 1649 il papa Innocenzo X, dopo una serie di dispute e trattative, rade al suolo il Ducato di Castro. Nel 1714 l’ultima erede Farnese, sposa il re Filippo V di Spagna, ponendo fine al grande sogno Farnesiano di ascesa politica e sociale.
L’imponente edificio si sviluppa su cinque piani: gli interrati, il cui accesso era riservato alle carrozze, il piano dei Prelati, destinato agli ospiti illustri; il piano nobile (l’unico visitabile), vera e propria residenza del cardinale, il piano dei Cavalieri e infine quello degli Staffieri.
Una Scala Regia, progettata dal
Vignola e affrescata dal Tempesta, era riservata esclusivamente al cardinale e ai suoi ospiti per raggiungere, dai sotterranei i rispettivi piani (dei prelati e nobile).
Dalla Sala delle guardie (da cui si accede alla biglietteria) è possibile accedere alla Scala regia e da questa al Piano nobile. Questo risulta essere composto da quattordici stanze suddivise in due appartamenti: estivo (esposto a nord) e invernale (esposto a sud). Tutti gli ambienti affacciano sul cortile circolare.
All’interno gli artisti più importanti del tempo (i fratelli
Taddeo e Federico Zuccari, Raffaellino da Reggio, Antonio da Varese, Jacopo Zanguidi detto il Bertoja), realizzano uno dei cicli pittorici più interessanti del periodo manierista, mentre il noto letterato Annibal Caro, amico fidato del cardinale, fu l’ideatore della maggior parte dei temi allegorici.
La Sala d’Ercole, che affaccia sul borgo di Caprarola, ospita affreschi che narrano del mito di Ercole, leggendario fondatore del lago di Vico. La Cappella, unico ambiente perfettamente circolare, simbolo della perfezione divina, presenta un’elegante divisione nella volta in scomparti che si proietta identica nel pavimento. La Sala dei Fasti Farnesiani celebra i momenti più importanti e gloriosi della storia della famiglia, tra successi militari, incarichi ecclesiastici, strategie e diplomazie. L’Anticamera del Concilio è l’omaggio che il cardinale nipote dedica a suo nonno, il papa Paolo III, ricordando in particolare l’evento più importante della storia della chiesa: il Concilio di Trento (1545-1563). Due le camere da letto: quella dell’Aurora (appartamento estivo) e quella dei Sogni (appartamento invernale), tra di loro speculari.
La Stanza dei lanifici, con scene di tessitura, era destinata a spogliatoio e guardaroba. La Stanza della Solitudine e quella di Ermatena erano gli studi rispettivamente del cardinale e del suo segretario.
Nell’unico torrione che sale fino al piano nobile viene ricavata la Stanza detta appunto del Torrione, biblioteca del Palazzo, l’unica ad essere affrescata da un pittore straniero e fiammingo, Bartolomeo Spranger, uno dei tanti artisti di cui il cardinale amava circondarsi.
La Stanza della Penitenza, che mostra “l’esaltazione della Croce” nel grande ovale della volta, era destinata a sala da pranzo; nella Stanza dei giudizi il cardinale si ritirava per meditare e decidere sulle importanti questioni politiche. La Sala degli Angeli, una delle più belle del Palazzo per la ricchezza cromatica, è anche nota per il suo curioso effetto acustico. Il giro si conclude con la Sala del Mappamondo, una rappresentazione del mondo allora conosciuto insieme ai ritratti dei maggiori scopritori del tempo. Nella volta le costellazioni e le personificazioni dei dodici segni zodiacali.
Dagli interni, tramite due ponti, si accede ai giardini bassi e da questi ai giardini alti, posti lungo il pendio della collina, dove un susseguirsi di fontane e giochi d’acqua conduce alla Casina del Piacere, elegante palazzina su due piani, circondata da giardini all’italiana

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Visites guidées au Palais des Farnèses à Caprarola
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caprarola

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