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Se
vuoi un “ritorno al passato”... Chiamaci!
Ti porteremo a spasso nel tempo
ITINERARIO
ETRUSCO-ROMANO
Località di
maggiore interesse:
Barbarano Romano:
San
Giuliano; Blera: S.
Giovenale; Bolsena: Poggio
Moscini, Catacombe di Santa
Cristina e Museo Territoriale del Lago
di Bolsena; Montalto di Castro:
Vulci,
Museo
Nazionale e Civita;
Sutri: Anfiteatro;
Tarquinia: Museo Nazionale e Necropoli
Etrusca; Tuscania: Museo Nazionale e
Necropoli (Madonna
dell’Ulivo); Viterbo: Ferento
(Teatro
Romano), Castel d’Asso
e
Norchia
(Necropoli
Rupestre); ecc…
torna agli itinerari
Etruschi: i primi, grandi
italiani
di Marco Scataglini
da... www.repubblica.it
VITERBO
22-10-2008
Un viaggio in alcuni dei luoghi più affascinanti della
civiltà etrusca. Chiamati anche i Tirreni, furono un popolo
molto potente, in terra e sul mare. La società etrusca
influenzò profondamente quella dei Romani, la loro
architettura e l’uso delle risorse idriche.
SECONDO IL TIMES del 26 gennaio 1837 la mostra sugli
Etruschi organizzata al 121 di Pall
Mall, in pieno West End londinese, da Vittorio Campanari
e dai suoi figli, stava riscuotendo un incredibile ed
inatteso successo. L'idea di ricostruire una necropoli
appena scoperta - col sarcofago, le pitture ed i corredi
- e di farla visitare al buio, grazie solo alla flebile
illuminazione delle torce consegnate all'ingresso, si
era rivelata vincente. D'altra parte, come non
emozionarsi di fronte a quelle meraviglie che emergevano
dall'oscurità? Frotte di viaggiatori iniziarono così a
scendere verso l'Italia alla ricerca dei luoghi (e dei
misteriosi recessi sotterranei) da cui quegli
interessanti reperti provenivano, luoghi allora solitari
e selvaggi, romantici per definizione. Anche oggi che le
ricerche archeologiche hanno strappato molti veli, e di
misterioso è rimasto poco, gli Etruschi continuano ad
affascinare i visitatori di tutta Europa, che migliaia
arrivano nell'Italia centrale per visitare le antiche
necropoli con i loro dipinti e le loro atmosfere.
Le fantasiose interpretazioni che scrittori (come Lawrence
e Huxley) e poeti (come Carducci) hanno dato dei “misteri
etruschi”, fece scrivere al grande archeologo Massimo
Pallottino che «c'è una Etruria degli studiosi e una Etruria
dei letterati, le cui tradizioni corrono per due vie
divergenti e, in un certo senso, incomunicabili: quella
della ricerca obiettiva e quella della intuizione
poetica». E se gli archeologi cercavano (e cercano
tutt'ora) di scoprire nuovi reperti per far avanzare la
conoscenza, ben presto molti altri iniziarono la caccia
al vaso decorato, al bucchero, alla statuina, a ogni
oggetto, grande o piccolo, che fosse commerciabile con
gli “appassionati”: in questo modo, nel corso di quasi
due secoli, un patrimonio enorme è andato disperso.
"Negli anni '50 e '60 Tarquinia sembrava la California ai
tempi della Corsa all'oro. Solo che invece del prezioso
metallo tutti si erano messi a cercare i cocci», racconta
Omero Bordo, soprannominato "l'ultimo etrusco", che in
quell'epoca alla “corsa” partecipò: «trovare una tomba
etrusca intatta, voleva dire guadagnare cifre enormi e fare
il tombarolo sembrava il modo più semplice e rapido per
uscire dalla povertà". Grazie all'incontro, negli anni '60,
con Mario Moretti, allora Sovrintendente per
l'Etruria meridionale, Omero smise i panni del
tombarolo per indossare quelli del cercatore
autorizzato, ma anche quelli dell'artista, iniziando a
creare oggetti in bucchero e terracotta ispirati
all'arte etrusca. Negli ultimi anni si è dedicato ad un
grandioso progetto, Etruscopolis (Via delle Pietrare
snc, info tel. 0766-855175 – 842725).
Nelle antiche cave etrusche di Tarquinia, non lontano dalla
necropoli di Montarozzi, ha così ricostruito 8 antiche
tombe dipinte e raccolto alcune delle sue opere più belle,
che si ispirano all'arte antica della sua terra, ma che non
sono copie, anche se sembrano in tutto e per tutto
autentiche, e chissà, forse in un certo senso lo sono.
Omero sembra uno di quegli improbabili personaggi che
popolano i libri dei grandi viaggiatori del passato,
come Città e necropoli d'Etruria di
George Dennis, pubblicato per la prima volta 160 anni
fa, nel 1848, ed ancora oggi considerato un capolavoro
nel suo genere. In fondo molte delle descrizioni di
allora sembrano valide ancora oggi. Basta pensare al
Parco Archeologico Naturalistico di Vulci (aperto dalle
ore 9 alle ore 17, , tel. 0766-89298), nel comune di
Montalto di Castro, che è probabilmente la località
etrusca più affascinante d'Italia, non solo per i
reperti archeologici, con i resti dell'antica Veii, ma
anche per i paesaggi straordinari, tutti connessi da un
sentiero ad anello di circa quattro chilometri di
lunghezza.
Il Parco è attraversato dalla selvaggia gola del fiume
Fiora, su cui svettano il castello (che oggi ospita il
museo archeologico) e il ponte dell'Abbadia, che fece
scrivere a George Dennis «è veramente una costruzione
meravigliosa ». Venticinque chilometri più a sud, Tarquinia
sorge su una piatta collina di fronte al mare, ed è subito
riconoscibile per le numerose torri che ne
contraddistinguono il centro storico medioevale.
All'ingresso del paese si trova il possente Palazzo
Vitelleschi che ospita dal 1924 il Museo etrusco (dal
martedì alla domenica dalle 8,30 alle 19,30 - tel. 0766
856036), ancora oggi, come un tempo, tappa imperdibile per
chi ama gli Etruschi. Sono indubbiamente le tombe dipinte
della necropoli dei Montarozzi (Patrimonio dell'Umanità
UNESCO) ad essere l'attrattiva maggiore della città (il
sito è aperto dal martedì alla domenica, dalle ore 8,30 a
un'ora prima del tramonto tel. 0766-856308).
A questo punto, andando a Tuscania si chiude il cosiddetto
Triangolo etrusco visitando la Grotta della Regina uno dei
monumenti più enigmatici d'Etruria, (aperta festivi e
prefestivi dalle 9,30 alle 13. Visite fuori orario si
possono prenotare al Museo Archeologico della cittadina).
Vi si accede grazie ad una lunga scalinata che penetra
nella roccia tufacea fino a un'ampia sala di forma
irregolare. La caratteristica più interessante è una serie
di cunicoli, lunghi decine di metri, che scendono ancora
più in profondità, la cui funzione è misteriosa. Dalla
grotta, collocata ai piedi della chiesetta della Madonna
dell'Olivo, si gode una magnifica vista verso il borgo, su
cui svetta la mole della chiesa di S.Pietro, monumento di
enorme interesse artistico, ma anche verso la tenuta
gestita da Lorenzo Caponetti e dalla sua famiglia. Lorenzo
è un esperto di cunicoli idraulici antichi, che ha studiato
in tutto il mondo, collaborando anche con istituti
internazionali.
«La densità di cunicoli etruschi destinati alla raccolta
d'acqua in questo territorio è ben superiore alla media:
si tratta di un campo di ricerca affascinante ora che i
mutamenti climatici impongono di conservare e sfruttare
oculatamente le risorse idriche», racconta. Nel modo di
parlare di Lorenzo si coglie la stessa passione di quei
viaggiatori del passato che raggiungevano Tuscania per
recarsi nella casa dei fratelli Campanari, in cerca di
qualche reperto da acquistare: gli ospiti venivano
accolti in un giardino sistemato come una necropoli, con
sarcofagi provenienti dalle tombe tuscanesi (oggi al
Museo cittadino nel convento di S.Maria del Riposo, tel.
0761-436209, chiuso il lunedì, ingresso gratuito,
recentemente ingrandito con nuove sale). Quasi due
secoli sono passati dalla mostra che i Campanari
organizzarono a Londra, e molte cose sono cambiate, ma
certo, l'esperienza che è possibile fare percorrendo la
terra dei Tirreni, come erano chiamati gli Etruschi,
rimane sempre affascinante.
grazie
a: www.benclaro.it
per
ulteriori informazioni: Tel. e Fax 0761.367089 - cell.
339.8897492