TOUR E ITINERARI TURISTICI
NELLA TUSCIA, PROVINCIA DI VITERBO



SORIANO NEL CIMINO
Soriano nel Cimino dista 80 Km. da Roma e 15 Km. da Viterbo ed è il comune più grande del comprensorio dei Monti Cimini. Dal 1871, al nome del paese “Soriano”, per evitare equivoci con l'omonimo paese Soriano Calabro, con regio decreto del 22 ottobre, fu aggiunto il termine "nel Cimino". Ed è proprio il monte Cimino (1053 m s.l.m.), che sovrasta il centro abitato, la vetta più alta dei Monti Cimini, a contraddistinguerlo. La sua Faggeta, la più maestosa ed imponente del centro Italia, offre specialmente nei mesi estivi un’incantevole habitat naturale per trekking e passeggiate a cavallo. Durante il primo e il secondo week-end di ottobre, si svolge a Soriano la Sagra delle Castagne, il prodotto tipico della città. Oltre alla possibilità di degustare le caldarroste in piazza e gli altri prodotti tipici realizzati con le castagne, è possibile durante la festa godersi una serie di eventi importanti - rievocazioni di fatti storici che visse la cittadina nel Medioevo e nel Rinascimento. Tra questi ricordiamo: Gli spettacoli dei gruppi folcloristici, gli spadaccini, gli sbandieratori, i tamburini, i musici e le chiarine. La rievocazione storica; la disputa del Palio delle Contrade; la giostra degli anelli e il torneo degli arcieri; I giochi popolari; Il corteo storico; il C
onvivium Setcretum e il premio nazionale della Vojola d'Oro. Inoltre, l’apertura delle caratteristiche taverne (in tutto quattro, una per ogni rione), permette di assaporare le prelibatezze dei piatti tipici locali. Riguardo la storia di Soriano nel III sec. a. C. si ha la prima testimonianza scritta relativa al territorio con Tito Livio, il quale nella sua ab Urbe condita Historia, narra che nel 443 a.C. Soriano fu invaso dalle milizie romane comandate dal console Quinto Fabio Massimo Rulliano che nella guerra contro gli Etruschi riuscì ad attraversare “l'impenetrabile selva Cimina" riuscendo a sbaragliarli con facilità. Alla fine del III secolo d.C. le popolazioni locali furono evangelizzate da sant'Eutizio di Ferento, che fu martirizzato intorno al 303 - 305 d.C. Dopo il martirio, avvenuto durante la persecuzione ad opera di Diocleziano, il santo fu sepolto in una catacomba nei pressi di Soriano, in località Sant’Eutizio‚ frazione di Soriano.
Tra la fine del VI secolo e l'inizio dell'VIII, il territorio fu donato al papato dal re longobardo Liutprando.
Dalla metà del XIII secolo Soriano comincia ad assumere notevole importanza. Di preminenza filoguelfa, nel 1250 viene accolta qui Rosa da Viterbo, adolescente esiliata con tutta la famiglia per volontà di Federico II. Verso la fine del secolo la baronia di Soriano, viene affidata ad Orso Orsini, nipote di papa Niccolò III, che tra il 1277 e il 1279 fece costruire un castello nella parte più alta del borgo. Dante nella Divina Commedia fa riferimento al Papa Niccolò III nel canto XIX dell'Inferno facendogli dire ‚”e veramente fui figliuol dell'orsa, cupido si per avanzar gli orsatti”. L'importanza di questa fortezza è dimostrata dalla presenza degli stemmi dei papi Callisto III e Innocenzo VIII, cosi come la presenza dello stemma del cardinale Rodrigo Borgia, a indicare il ruolo svolto nel XV sec nella difesa dello stato pontificio. Nel corso del Novecento la struttura è stata adibita a carcere, ruolo che ha mantenuto fino agli anni novanta e che ne ha compromesso molti degli aspetti artistici e architettonici degli interni. Attualmente il castello orsini è adibito ad area espositiva ed è visitabile. Gli Orsini mantennero il feudo sorianese fino al 1366, quando, sotto il pontificato di Urbano V, fu venduto alla Santa Sede. La Santa Sede acquisito Soriano nel 1441 ne regola l'ordinamento amministrativo della comunità. Tra il 1447 e il 1455, sotto papa Niccolò V, il paese gode di un periodo di pace: viene redatto il primo statuto comunale, vengono accordati privilegi giuridici e pecuniari alla popolazione e vengono avviate importanti opere urbanistiche, tra le quali il restauro delle mura di cinta del paese e la costruzione della fontana vecchia per garantire l'approvvigionamento idrico della popolazione. Nei decenni successivi a Soriano si susseguono diverse signorie: gli Orsini, i Borgia, i Della Rovere e i Caraffa. Nel 1560 il cardinale Cristoforo Madruccio (o Madruzzo, dell'omonima famiglia), vescovo di Trento e Bressanone, acquista il castello di Soriano per il nipote Fortunato, marito di Margherita Altemps. Con Madruccio Soriano gode di un periodo di splendore. Viene costruita la monumentale fontana Papacqua e l'attiguo Palazzo (conosciuto oggi come palazzo Chigi-Albani). Dopo la morte del cardinale (1579) Soriano fu venduta dal nipote Fortunato al cognato, il cardinale Marco Sittico Altemps; gli Altemps sono signori di Soriano per 136 anni e la città gode di un periodo di relativa tranquillità. Nel 1715 Soriano viene acquistato dalla famiglia Albani, la famiglia del papa Clemente XI, i quali effettuano numerose opere architettoniche di abbellimento e restauro: completano la costruzione del palazzo di Papacqua e restaurano numerosi monumenti e chiese. Agli Albani si deve anche la nuova facciata della chiesa di Sant'Eutizio, la principale chiesa della parte antica del paese. Gli Albani fanno costruire, ai margini dell'abitato e sulle principali vie d'accesso al paese, tre nuove porte: Porta Romana, Porta Castagnara e Porta del Casalaccio. Nel 1721 essendo la famiglia Albani priva di discendenti maschi, Soriano passa alla famiglia senese dei principi Chigi. Nel 1848 i Chigi rinunciano alla giurisdizione sul feudo di Soriano in favore dello Stato Pontificio, che esercita la giurisdizione diretta fino al 1870, per poi essere donata, per contrastare l'arrivo dei Garibaldini, al conte Pietro Fusco, che tentò un'eroica difesa della città, seppur vana. Il resto è storia recente con l’annessione dell’unità d’Italia, e i conflitti mondiali. Si ricorda il bombardamento alleato di Soriano, avvenuto nel 1944, durante la seconda guerra mondiale, che colpì il centro storico del paese radendo al suolo i rioni Concia, Piazza Nuova e Santa Rosa, danneggiando gravemente anche la Chiesa Collegiata, causando in tutto 188 morti.
Da vedere in città la Chiesa di San Nicola di Bari (Duomo) affacciata sulla piazza principale del paese; la Chiesa di Sant'Eutizio costruita in epoca medievale, con sostanziali modifiche realizzate ad opera della famiglia Albani nel 1718-1719; la Cuna di Santa Rosa; la Chiesa della SS. Trinità (o di Sant'Agostino, sec. XVIII); l’antico borgo della Rocca di epoca medioevale (sec. XV-XVI); il Palazzo Chigi-Albani e fonte di Papacqua (sec. XVI-XVIII) uno dei maggiori capolavori dell'architetto Ottaviano Schiratti; la Fontana di dentro o fontana vecchia (sec. XV) costruita sotto il pontificato di Niccolò V; Porta Romana (sec. XVIII), Porta d'ingresso al paese da sud, provenendo dai monti Cimini, fatta costruire per volere del principe Carlo Albani, allo scopo di fissare il limite dell'abitato. (copia perfetta della più famosa Porta Pia di Roma disegnata da Michelangelo Buonarroti); ed infine la Fontana del Madruzzo (sec. XVI).
Subito fuori il borgo è interessante La fascinosa chiesa romanica di San Giorgio, le Catacombe di Sant’Eutizio e la Torre di Chia conosciuta meglio come Torre di Pasolini.

per una visita virtuale al borgo -
http://sorianonelcimino.artecitta.it

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