TOUR E ITINERARI TURISTICI
NELLA TUSCIA, PROVINCIA DI VITERBO



TARQUINIA
Nome originario etrusco "Tarchuna". Città di straordinario valore artistico. Notizie di insediamenti umani risalenti al XII-XI sec. a.C., al cosiddetto periodo pre-villanoviano.
Nota è la leggenda della fondazione di Tarquinia dall'eroe eponimo del popolo Etrusco Tarconte, figlio di Tirreno, nel VIII sec a.C. Una lucumonia ed una delle 12 città -stato del popolo etrusco. Nel periodo etrusco cosiddetto “aureo” (VI a.C. - prima metà V sec a.C.) constava di circa 30.000 abitanti, grande potenza commerciale e marittima.
La sua posizione geografica e strategica sul fiume Marta, le permetteva di essere collegata all'Etruria interna. Inoltre, collocata ad appena 6 Km dalla costa, la sua ubicazione rimaneva preminente sul controllo del mediterraneo e sul commercio marittimo.
Le prime testimonianze archeologiche risalgono al VIII sec. a.C., con tombe a fossa, cui vengono sostituite le tombe a camera all'inizio del VII sec a.C.; una trasformazione che rappresenta storicamente il passaggio dall'età arcaica (antica) a quella moderna. Le necropoli presenti a Tarquinia, sono un esempio entusiasmante della civiltà etrusca, e l'unica testimonianza arrivata fino a noi con un numero cospicuo di tombe dipinte. Nell'area limitrofa alla città sono state individuate oltre 5.000 sepolture. 5 Km di lunghezza per 1 Km di larghezza, con ipogei che vanno dal VIII al III sec. a.C., con le più diverse tipologie di sepolture, compresi due grandi tumuli, chiamati "Del re" e "Della regina", oltre 150 le tombe affrescate, di cui visitabili circa una trentina di ingentissimo valore artistico, fornite all'origine di vasellame, gioielli, oggetti di vita quotidiana, in buona parte recuperati durante gli scavi della Fondazione Lerici di Milano, scavi cominciati nel 1971, e che hanno permesso di recuperare oggetti che in buona parte si possono ammirare nel Museo Nazionale Etrusco, ospitato presso il Palazzo Vitelleschi (XV sec.) al centro della città nuova. Tra le tante necropoli, quella più famosa e aperta al pubblico è la Necropoli di Monterozzi, dal 2004 patrimonio dell'UNESCO. Al suo interno tanti e di diversa datazione, sono collocati un numero rilevante di ipogei, nominati per convenzione in epoca recente con il nome dell'archeologo che ha fatto la scoperta, con il nome del soggetto dipinto più importante, con il patronimico della famiglia di appartenenza, con un semplice numero di riferimento ecc; come ad esempio:le tombe del Guerriero, del Cacciatore, della Pulcella, del Fior di Loto, delle Leonesse, della Caccia e della Pesca, dei Giocolieri, dei Festoni, dei Caronti, del Gorgoneion, Cardarelli, della Fustigazione, degli Aninas, Bartoccini, del Triclino, del Letto Funebre, dei Baccanti, dei Leopardi, del Morto, del Maestro delle Olimpiadi, del Tifone, degli Scudi, del Cardinale, dell’Orco, del Convegno, del Topolino, delle Pantere, della Scrofa Nera, Giustiniani, Giglioli, delle Bighe, del Barone, del Frontoncino, della Nave, dei Tori, dei Leoni Rossi, delle Olimpiadi, del Gallo, della Capanna, degli Auguri, del Teschio, dei Leoni di Giada, della Caccia al Cervo, della Scrofa Nera, del Tifone, dei Tritoni, dei Vasi Neri, 5512, 5513, 5636, 1560, 3698, 3713, 5591, 2327
Lunga e controversa è la storia degli scavi archeologici di Tarquinia; di certo si sa di continue e maldestre depredazioni operate in ogni epoca. Nel passato, già il luogo era famoso per la presenza delle stupende immagini dipinte all'interno delle tombe ipogee, tanto che si menziona addirittura la presenza di Michelangelo nella Necropoli di Monterozzi, che da un affresco prese ispirazione per il suo disegno preparatorio di Aita, dio dell'Averno per la cappella Sistina.

La Civita
Cosa resta di questa splendida e popolosa città "Tarchuna", distante appena 2 Km ad est della necropoli di Monterozzi? Solo pochissime rovine che affiorano dagli scavi effettuati nel corso del tempo, e che si limitano a far ammirare una minima percentuale (5%) dell'intera città. All'interno degli scavi, è visibile il tempio del IV sec. a.C. conservato nella sua parte del basamento, denominata Ara della Regina. Qui venne fatto il ritrovamento, all'inizio del secolo scorso, della straordinaria coppia di Cavalli Alati realizzati in coroplastica, parte di una decorazione del frontone del tempio. Con la cacciata dei Tarquini da Roma (510 a.C.) e la sconfitta navale di Cuma nel 474 a.C., che segnò la fine del dominio di Tarquinia in Campania, iniziò la decadenza economica e politica, e la città si cominciò a svuotare fino alla dominazione di Roma (308 a.C.). Di lì, grandi contatti con Roma fino al 90 a.C., quando Tarquinia ricevette il diritto di cittadinanza romana e divenne municipio. Fu nel VII sec. d.C. che la Civita cessò di esistere, con le invasioni barbariche, e la popolazione si trasferì nel colle vicino al fianco nord della necropoli, costituendo la nuova città chiamata Corneto.

La Città Nuova
Le mura della città risalgono al XII sec; si allea con Pisa nel 1174 e diventò libero comune. Chiamata anche la “Città delle 38 Torri"di cui 18 ancora intatte; centro storico di una straordinaria bellezza con influssi artistici bizantini e normanno-siculi pervenuti attraverso il mare. Tutti i monumenti, comprese le mura, sono in pietra calcarea; alcuni edifici sono costruiti in pietra vulcanica proveniente dal territorio di Tuscania (nenfro).
Un torrente, poi coperto dall'attuale corso, divideva i 2 quartieri di Tarquinia; la zona nord fu la parte più antica di Tarquinia, detta ancora Corneto vecchia che comprende il maggior numero di chiese e torri medievali. La parte sud sorse qualche secolo dopo. Tantissime le chiese ed i palazzi, alcuni di grande valore artistico, in particolare il complesso di S. Maria in Castello di schietta ascendenza pisana (1121-1208), il Duomo dedicato a S.Margherita, con nel coro ciclo di affreschi del pittore Pastura di Viterbo, il Palazzo Vitelleschi (1436-1490) con facciata in due diversi stili (gotico e rinascimentale), il palazzo comunale (XI sec), S. Pancrazio (XIII sec.), Palazzo dei Priori, S.Martino (XII), la più antica chiesa di Tarquinia, SS. Annunziata (XII-XIII), S.Francesco (fine XIII sec.) sorta, sembra, su precedente chiesa benedettina, con annesso convento precedente alla chiesa. Antico porto etrusco di Tarquinia, Porto Clementino, dal 181 Colonia Romana.

Le nostre guide turistiche specializzate effettuano:

visita guidata per gruppi adulti al Museo Nazionale Etrusco e alla Necropoli Etrusca di Monterozzi a Tarquinia
visita guidata per gruppi terza età al Museo Nazionale Etrusco e alla Necropoli Etrusca di Monterozzi a Tarquinia
visita guidata per gruppi scolastici al Museo Nazionale Etrusco e alla Necropoli Etrusca di Monterozzi a Tarquinia
Guided Tours at Etruscan painted Tombs at Tarquinia’s Monterozzi Necropolis and Museum
Visites guidées au Musée National Etrusque et au Nécropole Etrusque de Monterozzi, Tarquinia
Guides touristiques au Musée National Etrusque et au Nécropole Etrusque de Monterozzi
Visitas Guiadas al Museo Nacional Etrusca y a la Necropolis Etrusca de Monterozzi, Tarquinia
Guías turísticos al Museo Nacional Etrusca y a la Necropolis Etrusca de Monterozzi, Tarquinia


per informazioni: 339 88 97 492
e-mail: info@guideturisticheviterbo.it

tarquinia

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