archive-title
Tag Archives:
Viterbo – urbanistica
Viterbo, urbanistica – Il centro storico di Viterbo conserva in buona parte la struttura urbanistica e in vari quartieri l’impronta edilizia e monumentale, come è venuta formandosi nel Medioevo, soprattutto tra la fine del secolo XII e il XIV.
Vale a dire, nel periodo corrispondente alla più fervida vita comunale e all uno ruolo di importante polo politico dello Stato della Chiesa.
Gli inserimenti attuati nei secoli XV, XVI, e XVII avevano poco alterato l’aspetto prevalente medievale. Viterbo è cinta ancora di mura medievali turrite, realizzate nei secoli XI-XIII, aperte da 7 porte – Fiorentina, della Verità, Romana, di Faul, rifatte dal 1590 in poi -, di San Pietro, e del Carmine, in forme medievali. Poi, c’è Porta murata, così detta perché chiusa fino al 1920, anticamente della Piaggia di S. Francesco).
La cinta muraria ha forma triangolare e si estende per un perimetro di 5 km circa.
Le case antiche sono costruite con la pietra di cave locali, detta peperino, scurita dal tempo, ciò che contribuisce ad accentuare il senso di omogeneità e di monumentali severa in interi quartieri.
La parte che negli ha conservato il volto originario è quello meridionale, comprendente anche il compatto quartiere San Pellegrino, dove maggiormente sono accentuati i valori ambientali.
Gli angoli dei palazzi, nelle vie principali, sono decorati da numerosi stemmi di famiglie singorili. Caratteristica di molte case medievali sono le scale esterne, dette proferii, di forma peculiare.
Numerose le tipiche fontane a fuso di epoca medievale scolpite nella pietra lavica, scroscianti d’acqua, che ornano le antiche piazze, luoghi di socializzazione anche nei nostri tempi.
Durante il ‘400 e il ‘500 la città si è arricchita di vie prospettiche scenografiche collegate con Porta Romana e Porta fiorentina, e di palazzi affrescati.
Ci sono stati degli interventi e realizzati degli edifici anche nel corso dell’800, come per esempio il bel Teatro su disegno di Virginio Vespignani in una posizione scenografica con Corso Marconi.
E anche nel ‘900 durante l’epoca mussoliniana, quando è stato interrato il torrente Urcionio, dove un tempo c’erano i mulini ad acqua, e cambiato il volto di Valle Faul.